Quando per la prima volta sentii parlare di nuovi motori di ricerca semantici in ottica SEO, pensai, fin da subito, che le cose per i Consulenti SEO e webmaster stessero seriamente cambiando. Sì, perché Google stava evolvendo, l’ottimizzazione stessa si trasformava, verso il web semantico. Un po’ come quando arrivò l’algoritmo di Google Penguin che andava a penalizzare tutti quei siti che scalavano le SERP con strategie di SEO estremo. L’obiettivo era di dare più qualità ai contenuti agli utenti del web. Simile con la ricerca semantica di Google.

Andiamo in ordine e spieghiamo alcune cose, per avere chiarezza e avere accesso ai segreti di Google.

SEO semantica: “HUMMINGBIRD”

hummingbird google

colibrì

Il nuovo algoritmo hummingbird (colibrì), Google ha dichiarato che il nome deriva dalle abilità del volatile, di velocità e precisione.

Lanciato da Google nel motore di ricerca nell’agosto del 2013, ha inaugurato l’era dell’indicizzazione semantica. Inoltre, il lavoro costante svolto dal Word Wide Web Consortium (W3C) e lo strumento di Schema.org, ha di conseguenza portato il motore, dal quel momento, alla raccolta di dati a sufficienza per essere in grado di fornire costantemente risultati attraverso un insieme di dati strutturati.

Quindi, per gli esperti SEO, non bastava più mettere una serie di parole chiave, considerate a se stanti all’interno di un contenuto web, per posizionarsi nelle prime pagine del motore di ricerca. Google di lì in poi avrebbe riconosciuto i plurali e singolari dei termini, sinonimi e contrari delle parole chiave, in più fatto associazioni di termini, pertinenti e rilevanti all’interno di un testo, in modo che Google stesso desse un senso semantico all’argomento trattato, per poi decidere se il tutto fosse pertinente con le richieste (query) fatta dagli utenti. Ecco che stava avvenendo l’evoluzione del motore semantico.

Ma diamo una definizione di ricerca semantica Google:

 La ricerca semantica di Google utilizza un algoritmo in grado di capire l’intento di ricerca degli utenti e il significato della query, restituendo informazioni non più basate solamente sulle analisi delle parole chiavi come significato esatto, ma tiene conto dell’intero testo.

Quando si parla di ricerca semantica parliamo in sostanza di associazione di termini e parole in rapporto all’intero testo, e lo sforzo di Google e quello di tentare di capire il significato di quelle parole.

Matt Cutts, Ingegnere, ex capo del Web spam e qualità dell’ottimizzazione dei motori di ricerca di Google, dichiarò che l’algoritmo hummingbird avrebbe colpito il 90% di tutte le ricerche fatte, anche se in modo sottile.

Rendendo i crowler più intelligenti si andava a colpire coloro che abusavano delle parole chiave in un testo (keyword stuffing),scambio eccessivo di link e inoltre trattava adeguatamente anche le pagine che non utilizzavano strategie SEO.

Ricerca semantica Google e dati non strutturati

Non è tutto. Infatti, per chi parla di SEO semantica, si riferisce, non solo a tutto ciò che ho spiegato nella parte sopra ma a qualcosa di più elevato, intelligente, dove oltre ai sinonimi e agli argomenti correlati entrano in gioco fattori come le co-occorrenze e parole laterali, detti anche dati non strutturati.

C’è chi afferma che oltre ai dati strutturati bisogna sfruttare un linguaggio più naturale possibile per far comprendere al motore di ricerca la rilevanza sull’argomento che stiamo trattando.

Che cosa sono i dati non strutturati?

La semantica non strutturata si concentra sul significato e sul rapporto tra gli elementi fondamentali della proposizione: le co-occorrenze.

Francesco Margherita

Le co-occorrenze sono una coppia di occorrenze di combinazione di parole, che accompagnano una parola chiave.

Motore di ricerca semantico (parola agli esperti)

Ho fatto un po’ di ricerche in rete per comprendere il significato più profondo di SEO semantica. Interessante è l’opinione di Francesco Margherita, esperto seo, che da un po’ di anni si occupa di semantica non strutturata.

Leggo direttamente dal suo blog seogarden.net l’articolo: semantica non strutturata

Secondo Francesco Margherita la SEO semantica è un insieme di riflessioni sul rapporto tra termini presenti in documenti dello stesso tipo o di genere diverso, sullo stesso sito web o su altri. In pratica Google riesce a capire il significato di query diverse e di documenti apparentemente lontani tra loro.

Secondo gli studi di Francesco la semantica non è solo una questione di dati strutturati, che rimane comunque un dato classico secondo cui Google codifica i contenuti web, ma utilizza un livello di comprensione diverso, dove oltre a rispondere a query degli utenti, cerca di rispondere anche a quelle domande latenti delle persone, così da fornire la miglior risposta possibile.

Notevole l’opinione di Giulia Bezzi, SEO specialist, che in un suo bellissimo ed esauriente articolo su Samrush.com: Il segreto dei nuovi algoritmi di Google, parla di semantica in ottica SEO.

“Significa semplicemente scrivere pensando all’intento e al concetto che si nasconde dietro la ricerca effettuata“.

Parla inoltre di polisemia, capacità di una parola di assumere più significati, e di ontologia laterale, capacità di descrivere un oggetto senza mai nominarlo, inoltre esorta, per chi vuole scrivere per il web e avere contenuti ottimizzati SEO, di imparare a gestire un cloud di keyword che definisca l’argomento con esattezza.

Anche Andrea Minini, esperto SEO e Web Marketer, parla di semantica e seo. Molto specifico in un suo articolo dove parla di topic, parole chiave e campo semantico.

Spiega il significato di Topic nella seo:

“Il topic in SEO è una sequenza di parole chiave, un semplice elenco di termini oppure un linguaggio naturale che l’utente scrive nella barra della ricerca, e Google non fa’ altro che elaborare semanticamente il topic per cercare di non fraintendere la richiesta della persona”.

Ad esempio, se cerco in Google “proprietà del calcio”, sicuramente Google conosce che questo termine, “proprietà”, è ricercato dagli utenti quando si parla di calcio inteso come minerale e non come calcio giocato, come se invece parlassimo di sport. Perché Google fa delle associazioni di termini, in modo semantico.

Conclusione

L’argomento semantico, secondo il mio punto di vista, è uno delle discussioni più avvincenti che vive oggi la comunità SEO. Qualche giorno fa’ feci la domanda ad un esperto sulla SEO semantica e mi sono sentito rispondere che è facile ingannare Google, che è pur sempre una macchina e che non riesce ancora a capire semanticamente un argomento, fare associazione tra termini e parole laterali. Vedute diverse!

Il mio pensiero a riguardo e quello di approfondire il più possibile e studiare in modo minuzioso le tecniche di semantica applicate alla SEO, uno dei fattori più rilevanti per avere un buon posizionamento su Google, perché sarà il futuro, semplicemente perché come dice Francesco Margherita: “Stiamo riempiendo il web di contenuti tutti uguali”, quindi Google avrà sempre in misura maggiore uno sguardo considerevole ai dati non strutturati, cercando di capire il più possibile, cosa un essere umano cerca, e farà il possibile per soddisfare appieno la sua domanda reale e, più importante ancora, quella latente.

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Ricerca semantica Google, dati non strutturati e co-occorrenze (parola agli esperti
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